Ero un hacker per la MPAA


In un'intervista esclusiva con Wired News, il giovane hacker Robert Anderson ha affermato davanti al mondo per la prima volta di come la Motion Picture Association of America abbia pagato le sue "prestazioni" per ottenere informazioni su TorrentSpy, uno dei più popolari motori di ricerca BitTorrent.
Anderson ha rivelato come la MPAA gli abbia detto: "Noi abbiamo bisogno di qualcuno come te. Noi ti daremo un lavoro, una casa, una macchina, qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno... se tu salverai Hollywood per noi, tu diventerai ricco e potente".

Nel 2005 la MPAA ha pagato Anderson 15.000 dollari per le informazioni su TorrentSpy, informazioni che riguardano infrazioni del copyright. L'uso di Anderson come hacker è solo uno degli esempi più clamorosi di utilizzo di giovani ragazzi nella guerra che riguarda la piratedia. MediaDefender, una azienda della California che traccia e segue il traffico del file sharing di musica e film, è stata citata dalle autorità Svedesi il mese scorso per la vicenda che riguarda Pirate Bay.

La storia di Anderson inizia nella primavera del 2005, dopo un avvertimento online. Cercando profitti in vari modi, Anderson ha chiamato la MPAA con un'offerta di lavoro per aiutarli a combattere la pirateria.
"Era un'occasione per ottenere soldi" ha detto, "perche sapevo come funzionavano quelle reti".

Egli ha affermato che era entrato nel server di TorrentSpy semplicemente accedendo come superuser grazie all'incredibile debolezza della password usata. In particolare sapeva che era composta da un solo un nome più qualche numero. A quel punto gli è bastato cambiare l'ordine dellle cifre e ha ottennuto l'accesso in poco più di 30 tentativi.

Una volta dentro, ha cambiato il mail server della società su mail-relay esterno cui aveva accesso. Con aria orgogliosa ha affermato che tutte le email sono state inoltrate verso la sua casella di posta Gmail: a quel punto si è ritrovato con più tre dozzine di pagine di email con dati bancari, pubblicità e informazioni riservate... "Ogni cosa che passava per posta, c'è l'avevo".